Biografia Giovanni Mele
Giovanni Mele (Acquaformosa 19 ottobre 1885 -Lungro 10 febbraio 1979), ordinato presbitero il 7 luglio 1908, eletto il 10 marzo 1919 primo vescovo dell’eparchia di Lungro, istituita da Benedetto XV il 13 febbraio 1919 con la costituzione apostolica Catholici fideles, ordinato vescovo l’8 giugno 1919; il 5 marzo 1967 mons. Giovanni Stamati viene nominato Amministratore Apostolico dell’eparchia di Lungro e contestualmente eletto a vescovo titolare di Stephaniacum. Muore 10 il febbraio 1979 e viene sepolto nella Cattedrale San Nicola a Lungro.
«Il lungo episcopato di mons. Giovanni Mele (1885-1979) ha profondamente segnato la vita dell’Eparchia perché ha coinciso con la costruzione della diocesi, istituita da papa Benedetto XV, il 13 febbraio 1919. Mons. Mele si è adoperato, con costanza, nonostante le difficoltà economiche e logistiche, per costruire una diocesi, puntando sul recupero della tradizione orientale, soprattutto nella liturgia, confidando nell’appoggio della Congregazione per le Chiese Orientali, rilanciando la centralità della formazione del clero e del laicato, anche con il rafforzamento dell’associazionismo cattolico. Si è trattata di un’opera che si è dispiegata per decenni, con diversi gradi di intensità, sempre chiamata a confrontarsi con un clero che faceva fatica, anche a distanza di anni, a accettare la nuova struttura istituzionale nella quale erano chiamati a vivere la loro fede. Mons. Mele si è trovato a vivere le diverse stagioni della società italiana, cercando di comprendere i tempi, così convulsi, pieni di novità politiche, culturali, sociali e ecclesiali.
Mons. Mele visse anche il Concilio Vaticano II e la sua prima recezione, dove si misurò con la riforma liturgica che assunse un valore particolare per l’Eparchia di Lungro, chiamata a riflettere sul significato della lingua materna e della fedeltà alla tradizione. Mons. Mele fu sempre presente alle quattro Sessioni conciliari a Roma, anche se mai prese la parola in aula, come molti e molti altri padri conciliari, ma si limitò, per quanto riguarda gli atti del Vaticano II, a redigere un votum con delle proposte per la celebrazione del futuro Concilio nell’estate 1959. Il Concilio Vaticano II, dove si realizzò un profondo ripensamento della partecipazione della Chiesa Cattolica al movimento ecumenico, fu troppo veloce e arrivò troppo tardi per un vescovo che lo visse con alle spalle già 40 anni di episcopato.»
- Bellusci – R. Burigana, Storia dell’Eparchia di Lungro. Volume 2. L’Eparchia di Lungro degli italo-albanesi dell’Italia continentale, Pratovecchio-Stia (Ar), Arte Grafiche Cianferoni, 2020, pp. 33-34
